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Materia Prima

Il legno è materia viva e in evoluzione.
Se ben trattato restituisce calore e benessere.


TEAK

Legname da filo, ossia per costruzioni. Legname da sega, ma anche...



Categoria Calligaro: Materiale da costruzione
 
ART. TEAK - Foreste tropicali e subtropicali del sud e del sud-est dell'Asia, sud America

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Foto e colori dei campioni sono a titolo indicativo.


FINITURA: OPACA


CARATTERISTICHE:

    Spessore nominale SUPPORTATO

  • 15 mm
  • 20 mm
  • a richiesta
  • Multistrato
  • Betulla
  • Abete
  • controplaccato in essenza

  • Spessore nominale MASSELLO

  • 17 mm
  • 22 mm
  • 32 mm
  • 42 mm
  • a richiesta

  • Peso specifico

  • Peso 700 kg/m3

  • Dimensioni

  • Travi massicce
  • 10 x 10
  • 15 x 15
  • 20 x 20
  • Lunghezza massima 13 m
 

Cerchi il Teak per realizzare il bagno?


 

Teak: Caratteristiche e Applicazioni

Il legno di Teak anche per la stanza da bagno

Gli esperti lo sanno, per arredare gli esterni non c’è materiale migliore del legno Teak. Non solo per la sua bellezza estetica ma anche per le sue ottime caratteristiche di resistenza e durata. In particolare nei giardini, il legno è in perfetta armonia con la natura circostante al punto da risaltare fiori e piante. A chi vuole godersi al massimo i propri spazi esterni è infatti consigliato l’utilizzo del legno, un materiale che non stona e non crea contrasti troppo forti con il resto dell’ambiente.

Il legno di Teak viene ricavato dalla pianta della Tectona, reperibile oggi solo in Africa, Sud America e Asia (dove troviamo 4 diverse tipologie di piantagioni). L’albero ha un fusto imponente (circa 30-35 metri di altezza per 1 metro di diametro), e prima di essere abbattuto viene sottoposto all’asportazione di un anello di corteccia alla base del tronco (punto in cui il diametro può arrivare anche a 10 metri): in questo modo la pianta libera umidità e coloranti naturali e il legno assume le sue tipiche sfumature.

Il Teak è un’essenza pregiata, rinomata sia per le sue caratteristiche estetiche sia per quelle meccaniche e fisiche (idrorepellenza, resistenza a salsedine e agenti atmosferici). Si presta, per questi motivi, a un’ampia varietà di utilizzi, che vanno dall’industria navale all’arredamento, passando per l’edilizia e la pavimentazione esterna e interna.

Grazie alle sue caratteristiche e all’eccezionale resistenza, questo tipo di legno è ideale anche in ambienti interni umidi come la stanza da bagno: il suo contenuto di resina oleosa lo rende resistente all’acqua, a insetti e parassiti, e alle escursioni termiche.

 
 

Resistenza

Il teak è il legno ideale per usi esterni grazie alla presenza nelle sue fibre di oli che lo proteggono dalla pioggia e dagli agenti atmosferici. La quantità di olio (e quindi di protezione) dipende dal taglio e dalla stagionatura del legno, che durante la lavorazione viene progressivamente ridotto. Infatti nella scala delle durezze viene classificato come legno morbido, soggetto facilmente a danneggiamento in caso di urti con oggetti.

La resistenza del teak a bordo nel tempo è notevole, se ben curato può durare anche 30 anni. In caso di danni superficiali può essere carteggiato per ripristinare lo splendore originale. Alcuni tendono a levigare annualmente il legno durante il rimessaggio invernale, io tendo a sconsigliarla come operazione periodica ma utilizzarla solo in extremis, preferendo trattamenti di ripristino specializzati e successivo nutrimento del legno senza perdere millimetri preziosi di spessore. Attenzione: in seguito al trattamento di ripristino il legno va nutrito, perché durante la pulizia vengono rimossi anche gli oli protettivi. Non solo, se non trattato, con la dilatazione e restringimento termico c’è il rischio che la doga si stacchi dal cemento (la “fuga” che fa da collante tra le doghe), creando infiltrazioni d’acqua, che in breve tempo causano il rigonfiamento della doga e crepe.

Temperatura

La capacità di trattenere il calore è una delle proprietà dei legni. Il teak purtroppo non è esente da questa caratteristica. Nei porti d’estate non sono una novità le corse alla pistola dell’acqua per raffreddare il rivestimento. Chi effettua questa pratica avrà notato che dopo la prima passata d’acqua il legno è quasi immediatamente asciutto. Questo fenomeno avviene perché il teak non è riscaldato solo in superficie ma su tutto il suo spessore, per cui il primo passaggio dell’acqua è necessario ma non sufficiente per raffreddarlo. D’estate è uno svantaggio, anche perché al tramonto e nelle ore successive il legno continua a rilasciare calore, con un aumento della temperatura all’interno della cabina. D’inverno invece è un fattore positivo, poiché è sempre piacevole con le temperature basse poggiare il piede su una superficie calda e una temperatura interna più mite.

Aderenza

Le fibre e le porosità del legno aiutano molto nel grip, non creando problemi con i movimenti a bordo e nelle manovre. Solo se è appena carteggiato o appena installato può creare qualche difficoltà perché “troppo liscio”, potete notarlo ad esempio nelle barche nuove esposte ai saloni nautici. Nessun problema da bagnato. Le difficoltà aumentano se viene applicato un olio non idoneo. Ho visto barche con del flatting sul rivestimento, che creando una pellicola senza porosità rendono il rivestimento molto scivoloso. State attenti nella scelta dell’olio e se avete dei dubbi non siate timidi nel chiedere consigli a chi ha più esperienza.


Teak - Caratteristiche
Categoria / Famiglia / Nome Tectona grandis della famiglia Labiate
Provenienza Birmania, dell'Assam e della penisola di Malacca
Colore Alburno stretto con colore bianco-giallastro.
Tessitura Assomiglia nella tessitura a quello della quercia.
Massa (dopo stagionatura) - Leggero (650 Kg/m2)
Durabilità -- Scarsa
Stabilità ++ Discreta
Lavorabilità ++ Buona
Durezza + Diesceta
Caratteristiche meccaniche - Assiale 51 N/mm2, a flessione 110 N/mm2
Incollaggio +++ Ottimo
Verniciatura ++ Buono
Legenda -- Scarso - Modesto +Discreto ++Buono +++Ottimo

Macchie

Siamo alle note dolenti. Il teak tende ad assorbire tutto ciò che gli viene dato. Questo si traduce in una notevole facilità a macchiarsi a ogni imprevisto. Macchie di caffè, vino, olio, creme solari possono penetrare nelle fibre del legno, e se non si corre ai ripari in breve tempo la macchia può diventare indelebile. Un aiuto in questo senso è offerto dalle nanotecnologie, che tendono a chiudere i pori lasciando respirare la doga e creando un effetto idrorepellente che non consente alle macchie di penetrare in profondità.

Estetica

Ovviamente questo è un fattore soggettivo e variabile. Io apprezzo tantissimo il teak come rivestimento, i suoi riflessi sono unici. Ma la bellezza del teak c’è quando è trattato e in ottime condizioni. Se lasciato alle intemperie tende a ingrigire e a ossidarsi in superficie per proteggersi dai raggi UV, facendo diminuire il valore estetico (e quindi anche di vendita) della barca su cui è installato.

Peso

Come legno non è leggerissimo. Questo può influenzare le prestazioni e i consumi di una barca, ma dipende dall’estensione su cui è applicato e dallo spessore.

Più in generale, il teak generalmente viene installato per mezzo di una colla poliuretanica. Questa è da preferire rispetto alle vecchie applicazioni con i chiodi, poiché i chiodi col tempo tendono a far ruggine e quando il legno si consuma possono venire in superficie, col rischio anche di ferirsi.


 

Teak: Caratteristiche e Applicazioni

Il legno di Teak anche per la stanza da bagno

Gli esperti lo sanno, per arredare gli esterni non c’è materiale migliore del legno Teak. Non solo per la sua bellezza estetica ma anche per le sue ottime caratteristiche di resistenza e durata. In particolare nei giardini, il legno è in perfetta armonia con la natura circostante al punto da risaltare fiori e piante. A chi vuole godersi al massimo i propri spazi esterni è infatti consigliato l’utilizzo del legno, un materiale che non stona e non crea contrasti troppo forti con il resto dell’ambiente.

Il legno di Teak viene ricavato dalla pianta della Tectona, reperibile oggi solo in Africa e Asia (dove troviamo 4 diverse tipologie di piantagioni). L’albero ha un fusto imponente (circa 30-35 metri di altezza per 1 metro di diametro), e prima di essere abbattuto viene sottoposto all’asportazione di un anello di corteccia alla base del tronco (punto in cui il diametro può arrivare anche a 10 metri): in questo modo la pianta libera umidità e coloranti naturali e il legno assume le sue tipiche sfumature.

Il Teak è un’essenza pregiata, rinomata sia per le sue caratteristiche estetiche sia per quelle meccaniche e fisiche (idrorepellenza, resistenza a salsedine e agenti atmosferici). Si presta, per questi motivi, a un’ampia varietà di utilizzi, che vanno dall’industria navale all’arredamento, passando per l’edilizia e la pavimentazione esterna e interna.

Grazie alle sue caratteristiche e all’eccezionale resistenza, questo tipo di legno è ideale anche in ambienti interni umidi come la stanza da bagno: il suo contenuto di resina oleosa lo rende resistente all’acqua, a insetti e parassiti, e alle escursioni termiche.

 
 

Resistenza

Il teak è il legno ideale per usi esterni grazie alla presenza nelle sue fibre di oli che lo proteggono dalla pioggia e dagli agenti atmosferici. La quantità di olio (e quindi di protezione) dipende dal taglio e dalla stagionatura del legno, che durante la lavorazione viene progressivamente ridotto. Infatti nella scala delle durezze viene classificato come legno morbido, soggetto facilmente a danneggiamento in caso di urti con oggetti.

La resistenza del teak a bordo nel tempo è notevole, se ben curato può durare anche 30 anni. In caso di danni superficiali può essere carteggiato per ripristinare lo splendore originale. Alcuni tendono a levigare annualmente il legno durante il rimessaggio invernale, io tendo a sconsigliarla come operazione periodica ma utilizzarla solo in extremis, preferendo trattamenti di ripristino specializzati e successivo nutrimento del legno senza perdere millimetri preziosi di spessore. Attenzione: in seguito al trattamento di ripristino il legno va nutrito, perché durante la pulizia vengono rimossi anche gli oli protettivi. Non solo, se non trattato, con la dilatazione e restringimento termico c’è il rischio che la doga si stacchi dal cemento (la “fuga” che fa da collante tra le doghe), creando infiltrazioni d’acqua, che in breve tempo causano il rigonfiamento della doga e crepe.

Temperatura

La capacità di trattenere il calore è una delle proprietà dei legni. Il teak purtroppo non è esente da questa caratteristica. Nei porti d’estate non sono una novità le corse alla pistola dell’acqua per raffreddare il rivestimento. Chi effettua questa pratica avrà notato che dopo la prima passata d’acqua il legno è quasi immediatamente asciutto. Questo fenomeno avviene perché il teak non è riscaldato solo in superficie ma su tutto il suo spessore, per cui il primo passaggio dell’acqua è necessario ma non sufficiente per raffreddarlo. D’estate è uno svantaggio, anche perché al tramonto e nelle ore successive il legno continua a rilasciare calore, con un aumento della temperatura all’interno della cabina. D’inverno invece è un fattore positivo, poiché è sempre piacevole con le temperature basse poggiare il piede su una superficie calda e una temperatura interna più mite.

Aderenza

Le fibre e le porosità del legno aiutano molto nel grip, non creando problemi con i movimenti a bordo e nelle manovre. Solo se è appena carteggiato o appena installato può creare qualche difficoltà perché “troppo liscio”, potete notarlo ad esempio nelle barche nuove esposte ai saloni nautici. Nessun problema da bagnato. Le difficoltà aumentano se viene applicato un olio non idoneo. Ho visto barche con del flatting sul rivestimento, che creando una pellicola senza porosità rendono il rivestimento molto scivoloso. State attenti nella scelta dell’olio e se avete dei dubbi non siate timidi nel chiedere consigli a chi ha più esperienza.


Teak - Caratteristiche
Categoria / Famiglia / Nome Tectona grandis della famiglia Labiate
Provenienza Birmania, dell'Assam e della penisola di Malacca
Colore Alburno stretto con colore bianco-giallastro.
Tessitura Assomiglia nella tessitura a quello della quercia.
Massa (dopo stagionatura) - Leggero (650 Kg/m2)
Durabilità -- Scarsa
Stabilità ++ Discreta
Lavorabilità ++ Buona
Durezza + Diesceta
Caratteristiche meccaniche - Assiale 51 N/mm2, a flessione 110 N/mm2
Incollaggio +++ Ottimo
Verniciatura ++ Buono
Legenda -- Scarso - Modesto +Discreto ++Buono +++Ottimo

Macchie

Siamo alle note dolenti. Il teak tende ad assorbire tutto ciò che gli viene dato. Questo si traduce in una notevole facilità a macchiarsi a ogni imprevisto. Macchie di caffè, vino, olio, creme solari possono penetrare nelle fibre del legno, e se non si corre ai ripari in breve tempo la macchia può diventare indelebile. Un aiuto in questo senso è offerto dalle nanotecnologie, che tendono a chiudere i pori lasciando respirare la doga e creando un effetto idrorepellente che non consente alle macchie di penetrare in profondità.

Estetica

Ovviamente questo è un fattore soggettivo e variabile. Io apprezzo tantissimo il teak come rivestimento, i suoi riflessi sono unici. Ma la bellezza del teak c’è quando è trattato e in ottime condizioni. Se lasciato alle intemperie tende a ingrigire e a ossidarsi in superficie per proteggersi dai raggi UV, facendo diminuire il valore estetico (e quindi anche di vendita) della barca su cui è installato.

Peso

Come legno non è leggerissimo. Questo può influenzare le prestazioni e i consumi di una barca, ma dipende dall’estensione su cui è applicato e dallo spessore.

Più in generale, il teak generalmente viene installato per mezzo di una colla poliuretanica. Questa è da preferire rispetto alle vecchie applicazioni con i chiodi, poiché i chiodi col tempo tendono a far ruggine e quando il legno si consuma possono venire in superficie, col rischio anche di ferirsi.